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La
Grande Boxe
    
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ALCUNE TAPPE STORICHE DEL PUGILATO "
Il
pugilato per definizione è uno degli sport piu' antichi del
mondo. In alcune scritture storiche risalenti addirittura a oltre
duemila anni fa' si rileva che la boxe faceva già parte dei
programmi olimpici di quell'epoca. Certo i criteri per l'assegnazione
di
una vittoria erano molto regrediti, basti solo pensare che non
esistevano categorie di peso, quindi i combattimenti erano riservati a
taglie alquanto elevate e soprattutto i risultati si rivelavano spesso
tragici visti i molti casi di decessi e lesioni gravi (non venivano
neanche usati guanti, si combatteva a mani nude con lacci di cuoio
ricoperti di piombo). Per giungere a una visione piu' moderna di
quest'arte dobbiamo arrivare a tre secoli fà, di li' in poi
nei
regolamenti furono apportate notevolissime modifiche a partire
dall'introduzione del ring (spazio riservato al combattimento
delimitato da corde), suddivisione in categorie (Leggeri - medi -
massimi), definizione di riprese o round (3 minuti di confronto e 1
minuto di riposo), la presenza di due secondi (cioè coloro
che
assistono il pugile) e obbighi come quello di allontanarsi
dall'avversario in caso questo vada a terra non infierendo
ulteriormente come avveniva precedentemente. Nel 1900 infine vennero
suddivise ancor più dettagliatamente le categorie (piuma -
gallo
- mosca) e fissato il numero delle riprese a seconda dell'importanza
internazionale o meno di un incontro.
Un
omaggio a " JACK ARTHUR JOHNSON "
Il primo campione
modiale dei pesi massimi di colore.

130
Incontri, 83 Vittorie, 14 Sconfitte, 51 KO inflitti, 14 Pareggi, 19
NC
Jack Arthur Johnson ha una storia molto
particolare, ambientata in
uno stato di cose alquanto raro. La sua vita si svolge in un momento in
cui in
America il razzismo è ancora dilagante, agli inizi del 1900
infatti i
"Negri" non avevano diritti e vivevano in ghetti. Jack era uno dei
tanti. Nel leggere questa biografia troverete concezioni impensabili su
un
essere umano, ma anche sportivamente perchè la boxe
dell'epoca era molto
differente da quella moderna. Quella dei Johnson era una famiglia
originaria di
Sydney, emigrante in America in cerca di lavoro. Jack Arthur nato in
una realtà
durissima e di stenti già a 12 anni fugge di casa e cerca
lavori qua e là per
gli States. Conosce il pugilato già molto giovane se si
pensa che a 16 anni
combattè per la prima volta in ambito professionistico. Il
movimento razzista
era dilagante, anche nello sport. Non poteva affrontare boxeur di pelle
bianca
perchè era ritenuto immorale e dovette "accontentarsi" di
divenire
campione mondiale dei massimi neri nel 1903 contro Ed Martin. Quella
che
mostrava sul ring era una concezione di boxe unica nel suo tempo. Era
un
difensivista, amava far sfiancare il suo avversario per molte riprese
per poi
partire al contrattacco, mostrava grandi doti, aveva diretto e gancio
sinistro
pesantissimi, ma il colpo da lui preferito per infliggere KO era il
montante
destro. Ma tutto questo...poteva essere inutile? In America faceva di
tutto per
confrontarsi con il campione dei "bianchi" Tommy Burns, ma nessuno
concedeva una licenza, e i rischi erano molti, ad esempio le ritorsioni
razziste di alcune società segrete. L'incontro dopo tanto
attendere si svolse
in Australia e Johnson umiliò veramente il campione: per 14
riprese infieriva
colpi dappertutto fino a quando l'arbitro, messo di fronte a tale
superiorità
interruppe il match: Jack Arthur Johnson divenne... Il primo campione
modiale di pesi massimi di colore. Lo shock e l'orgoglio nel
mondo dei bianchi
non si fece attendere, per una sua relazione con una prostituta gli
furono
inflitti 12 mesi di carcere, ma Johnson scappò in una
latitanza durata 7 anni.
Lottò ancora...Avana, Buenos Aires, Parigi. La
più dura sconfitta della sua
carriera la subì dopo innumerevoli vittorie per mano di Jass
Willard che dopo
"26" round ebbe la meglio con un poderoso jab alla mascella. Qui
finisce veramente la carriera di Jack. Tornò in USA,
scontò la sua pena e
continuò a esibirsi fino a 60 anni con la boxe.
Morì in un incidente stradale 8
anni dopo.
La
sua vittoria sul ring fu una delle tante che portarono nei decenni a
venire gli uomini di colore in uno status di parità sulle
altre razze...anche
questa è storia.
    
" I C A M
P I O
N I " della Grande Boxe di tutti i tempi.
Prima
di Elencare i grandi campioni di tutti i tempi, vi voglio presentare
una vera e propria Pietra Miliare della Boxe il
cronista di Boxe
( e uno dei maggiori esperti
mondiali di statistica applicata allo sport) in assoluto
il Migliore a mio modesto parere Rino
TOMMASI.
Di
seguito sono riportati i campioni che hanno fatto la storia del
pugilato internazionale.
La
lista è in continuo aggiornamento...
1. Mohammed
Alì -
2. Sugar Ray Leonard - 3. Rocky Marciano
- 4. Marvin
Hagler -
5. Mike
Tyson -
6. Evander Holyfield
-
7. Julio
Cesar Chavez
- 8. Lennox
Lewis
- 9.
Ray
Robinson - 10.
George
Foreman -
11. Joe Frazier
-
12. Larry Holmes -
13. Johnson
Jack
Arthur - 14. Joe Louis
-
15. Bruno Arcari -
16. Alessandro
Mazzinghi
-
17. Dempsey
Jack
    

"
MARVIN ''The
Marvelous'' HAGLER
(Intervista
al campione)"
Il
suo Record è: 63 VITTORIE (52 KO) - 2 PAREGGI - 3 SCONFITTE Marvin Hagler
nasce il 23 Maggio
1954 a Newmark, ma cresce a Brockton nel
Massachussetts
la città di uno dei più grandi
pesi
massimi di sempre: Rocky Marciano. In ambito amatoriale ottenne la
bellezza di 57 incontri vinti e il suo maggior successo è
datato
1973 con il titolo dei medi Athletic Union. Nello
stesso anno passò al professionismo, il suo primo
incontro
finì a suo favore con un kot in 3 riprese su Terry Ryan. In
tutto somma 26 successi nelle sue prime 26 competizioni con ben 19 ko
inflitti, questo prima di volare a Philadelphia e imbattersi in Willie
Monroe prima e Bobby Watts successivamente, due pugili che con i favori
di casa vinsero su di lui, entrambi ai punti dopo 10 riprese.
Successivamente Marvin si prese su di loro una rivincita morale,
spedendoli ko in due incontri dominati. A
Philadelphia vinse su Bennie Brisco, un medio fortissimo, questo suo
successo unito ad altri consentirono lui di attirare molte attenzioni
su di se, sia da parte di molti appassionati di Nobile Arte sia da
quella di Bob Arum. Arum era un promoter, legale di Kennedy durante la
sua presidenza, fù proprio con lui che Hagler ottenne la
possibilità di contendere il titolo mondiale allora nella
mani
di un nostro connazionale. La
"battaglia" con Vito Antuofermo fù esaltante, l'incontro
considerato tra i più spettacolari di sempre però
lasciò spazio a forti contestazioni: un pareggio molto
discusso
permise all'italiano di restare campione, ma per molti i giudici si
erano sbagliati. I fatti successivi videro Antuofermo cedere la corona
ad Alan Minter. Nel 1980 l'afro-americano volò in
Inghilterra a
sfidare il detentore nella bolgia della Wembley Arena. Minter non
riuscì ad arginare la furia di Hagler: fù un kot
in 3
riprese causa ferita. Il pubblico a lui ostile non apprezzò
e lo
fece oggetto di lanci e fù scortato dalla sicurezza per
rientrare incolume negli spogliatoi. Da
campione vinse 12 volte, ben 2 su Fulgensio Obelmejias di cui il
rematch in Italia. Antuofermo provò a riconquistare l'iride
ma
subì un pensante kot in 5 riprese. Nel 1983 Roberto Duran
salito
di peso tentò il colpaccio, "Mano Di Pietra" fù
l'unico a
tener testa fino alla fine dei 15 round ad Hagler in veste di campione.
Fù in questi anni che al suo nome fù aggiunto
legalmente
"Marvelous" quello che per lui fù un soprannome e
significava
"Il Meraviglioso". Il
nuovo pericolo che però si avvicinava per lui aveva il
nome
di Thomas Hearns. "The Hitman" era un personaggio molto temibile, molto
alto, lui aveva un ottimo allungo al quale si aggiungeva la potenza e
l'esperienza di un già campione di 2 categorie di peso. La
prima
ripresa fù una delle più sensazionali
che nella
storia si
ricordi. Hearns menò duro provocando al detentore una ferita
al
limite del kot. Hagler duro e deciso strinse i denti, lo
aggredì
nelle due riprese successive fino a metterlo ko con due destri
potentissimi che lo tramortirono al tappeto. Dopo
aver battuto John Mugabi per ko si imbattè in un
rientrante
Ray Leonard, furono 12 round duri, da una parta la potenza e le bordate
di "Marvelous", dall'altra uno scattante "Sugar" forse più
preciso ma non incisivo. Alla fine di un incontro che ancora oggi
fà discutere i giudici preferirono Leonard. Qui
terminò la vita sportiva di Marvin Hagler che negli anni
successivi si rese partecipe di alcuni film in Italia. Nel 1992
entrò di diritto nella Hall of Fame, degno riconoscimento a
uno
dei migliori pesi medi di sempre. Lo
statunitense Marvin Hagler, combatte
contro l'ugandese John Mugabi in un match del 1986 valido per il titolo
mondiale dei pesi medi. Hagler, che respinse l'assalto dello sfidante
mettendolo KO all'undicesima ripresa, conservò la corona
della
categoria dal 1980 fino al 1987, quando venne sconfitto da Ray Sugar
Leonard.
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Sugar
Ray Leonard

Ray
"Sugar"
Leonard il suo record:
36
Vittorie - 25 KO - 3 Pari - 1 Sconfitta
Nel 1987
Ray
"Sugar" Leonard
in uno storico incontro con Marvin
Hagler, "Marvelous"
per la corona dei pesi medi,
divenne
Leggendario, infatti Leonard è stato il
primo pugile
professionista a vincere il titolo mondiale in cinque
differenti categorie di peso (
Welter
Leggeri, Welter, Medi, Mediomassimi e Massimi leggeri ).
Leonard ereditò il
soprannome
di "Sugar" da un grande peso medio della storia, Ray Robinson, del
quale ricordava l'armoniosa agilità dei movimenti sul ring.
Secondo il mio personalissimo cartellino il Miglior Pugile subito dopo
Mohammed Alì o Cassius Clay.
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Ray
"Sugar"
Leonard è il pugile statunitense che per primo
conquistò
il titolo mondiale in cinque diverse categorie di peso. Dotato di
grandi
velocità, abilità e carisma, Sugar Ray Leonard
riempì il grande vuoto che che
lasciò Muhammad
Ali
nel mondo della boxe quando si
ritirò nel 1981. Il pubblico
americano era alla ricerca di una nuova stella della boxe e Sugar Ray Leonard
arrivò, al momento
giusto. Nato a Wilmington, nel North Carolina, il 17 aprile 1956,
Leonard venne
nominato "Fighter of the Decade" negli anni '80, decennio in cui
vinse cinque titoli mondiali in cinque diverse classi di peso,
combattendo
alcuni dei più memorabili incontri della nobile arte del
pugilato. C'erano poche cose che Leonard non era in grado di fare una
volta suonata la
campana che dava inizio al match. Ma ciò che meglio seppe
sempre fare fu
analizzare i suoi avversari e mettere a punto una strategia per
superarli. Il
nome di Leonard inizia a diventare noto al grande pubblico quando vince
la
medaglia d'oro a Montreal, in Canada, alle Olimpiadi del 1976. Diviene poi
campione WBC
dei pesi welter nel 1979 battendo il campione Wilfred Benitez in un
match che
fu una sorta di partita a scacchi per l'alto livello tecnico e
strategico
impiegato dai contendenti. Poi Leonard incontra il leggendario campione
della categoria pesi leggeri
Roberto Duran in uno degli incontri più belli della storia
di questo sport.
Duran batte Leonard ai punti dopo 15-round di fuoco. Leonard si
riprenderà il
titolo quando nel match successivo Duran abbandonerà
all'ottava ripresa. Nel 1981 Leonard continua la scalata e vince per
knock-out contro il campione
dei pesi medi Ayube Kalule. Torna poi a combattere nella categoria dei
welter
con il campione WBA Thomas Hearns. Leonard e Hearns intraprendono una
battagli
memorabile: è Leonard a vincere per knock-out su Hearns al
14° round. Dopo un altro successivo incontro Sugar Ray Leonard,
sofferente per un
distaccamento della retina all'occhio sinistro, si ritira. Torna sul
ring nel
1984, vince per knock-out contro Kevin Howard, poi si annuncia un nuovo
ritiro.
Dopo circa tre anni di inattività Ray Leonard torna
nuovamente: il suo
avversario è Marvin Hagler. Questa nuova vittoria del 1987
lo incorona campione
dei pesi medi. Leonard aggiunge al suo curriculum i titoli numero 4 e 5
nel
novembre del 1988 quando recuperando da un knockdown iniziale si mette
a usare
la faccia del canadese Donny Lalonde come fosse un punching-ball.
Quella notte
in palio c'erano il titolo WBC dei pesi medio massimi, di cui Lalonde
era il
campione in carica, e il titolo vacante WBC dei pesi super medi. Gli
incontri successivi di Leonard sono per difendere i titoli: difende per
due
volte il titolo dei pesi super medi, combattendo in un discutibile
match contro
Hearns e ai punti contro Duran, nel loro terzo e ultimo incontro.
Leonard si ritira ancora, tuttavia non sarà capace di
staccarsi dal mondo del
pugilato. Nel 1991, a 34 anni, compatte contro il campione WBC dei pesi
super
welter Terry Norris: al Madison Square Garden Leonard viene atterrato
per ben
due volte e alla fine perde ai punti. Subito dopo il combattimento
contro Norris, sullo stesso ring, Sugar Ray
Leonard annuncia il suo ritiro definitivo. Ma nel marzo del 1997 torna
annunciando un nuovo ritorno, infruttuoso, nel quale perde per KO
tecnico al
quinto round contro Hector Camacho. Fu la prima volta e l'ultima volta
in cui
Leonard veniva fermato.
Sugar
Ray Leonard è
un talento
naturale dagli enormi incassi: è stato
calcolato che nella storia del pugilato solo Mike Tyson
ha guadagnato più di lui, mentre Alì
e Larry Holmes
vengono dopo di lui. Certo in pochi potevano immaginarsi un futuro
così
brillante per questo ragazzino di Wilmington, North Carolina, nato il
17 maggio
del 1956 in una famiglia non povera, ma nemmeno benestante. Cicero, suo
padre,
era infatti operaio in una fabbrica della Coca Cola e la sua infanzia
fu
segnata da due traslochi, prima a Washington e poi a Palmer Park, nel
Maryland. Oltretutto in pochi avrebbero scommesso in una carriera
pugilistica per
un
adolescente timido e riservato, che allo sport e all’agonismo
sembrava
preferire i fumetti e il canto (era nel coro della chiesa e la mamma
sperava
per lui un futuro da cantante). I
fratelli tentarono a lungo di convincere Ray a fare dello sport: la
svolta giunse nel 1970, quando nella sua città venne aperto
il Palmer Park
Recreation Center, un centro per ragazzi dove lavorava anche un ex
pugile
professionista, Dave Jacobs, che convinse il ragazzo a iniziare a
boxare. Ray Leonard mise in
mostra un
attaccamento
e una volontà insospettabili, uniti a una notevole tecnica,
soprattutto
difensiva, basata su un rapidissimo gioco di gambe. Cominciò
a partecipare a
tornei dilettantistici e vinse il locale Golden Gloves. Venne ammesso
alle
selezioni americane per la partecipazione alle Olimpiadi, ma nel match
di
semifinale fu sconfitto ai punti, un verdetto che il ragazzo non
mandò giù
facilmente. Fu proprio in quel periodo che a Ray venne dato il
soprannome di
“Sugar” che si portò per tutta la
carriera.
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" Mike
Tyson
"
50
VITTORIE - 44 KO - 2 NO CONTEST - 4 SCONFITTE
Mike
Tyson a nostro parere è da definirsi una delle migliori
espressioni del pugilato di tutti i tempi. La sua storia sportiva ebbe
inizio a metà anni ottanta sotto la guida del suo trainer
Cus
D'Amato che ebbe l'intuizione e la bravura di scoprire in un "ragazzo
di strada" con problemi con la giustizia, una futura promessa per la
Nobile Arte, una miscela di cattiveria, aggressività e
potenza
che unita alle abilità tecniche acquisite lo
portò
all'apice della carriera in giovanissima età con la vittoria
del
titolo mondiale dei pesi massimi a 20 anni: un record che lo consacra
fino ai giorni nostri come il campione più giovane della
storia.
Sul ring dimostrò di avere qualità eccezionali,
di essere
agile nelle schivate e micidiale nelle combinazioni, di saper prendere
il centro del ring e demolire sistematicamente l'avversario con colpi
nei quali imprimeva una forza quasi disumana. La sua carriera rimase
inesorabilmente rovinata dagli anni di carcere che dovette scontare per
stupro a metà anni '90, dai suoi divorzi, dalla battaglia
legale
con il suo manager-truffatore Don King. Tornato sul ring nonostante
abbia dimostrato di essere sempre uno dei migliori non è mai
stato capace di tornare in vetta. Ingiudicabile nel lato umano per i
fatti dei quali è stato protagonista, sportivamente
sarà
ricordato come "Iron", un pugile che terrorizzava i suoi rivali con una
cattiveria agonistica senza pari, grandi come Frank Bruno, Larry
Holmes, Tony Tubbs, che con le loro sconfitte hanno incrementato il
record di un boxeur che amato od odiato che sia stato ha fatto parlare
di se per il mondo intero. |
Mike
Tyson detto Iron "Acciaio"
In
questa pagina abbiamo riportato le tappe della vita di black Tiger
Tyson un uomo considerato una bestia da molti, moralmente nullo, ma che
sul ring soprattutto negli anni '80 ha dimostrato di essere stato uno
dei piu' grandi pugili della storia...
1966
- Nasce a Bronswille, il ghetto nero di Brooklyn.
1985 - Debutta tra i professionisti mandando ko al primo round Hector
Mercedes.
1986 - Batte Berbick per ko e diventa il più giovane
campione del mondo (WBC) della storia.
1987 - Vince la corona dei massimi WBA contro James Smith.
1988 - Si sposa e divorzia accusato di picchiare la moglie attrice
Robin Givens.
1990 - A Tokyo la 1°sconfitta della sua carriera: ko alla
decima ripresa con Buster Douglas.
1991 - Accusato di molestie da Desiree Washington, Mike Tyson viene
processato.
1992 - Ritenuto colpevole viene incarcerato.
1995 - Esce di prigione torna sul ring e manda ko Mac Neeley al primo
round.
1996 - Riconquista la corona WBA contro Bruce Seldon.
1996 - Va ko all'undicesima ripresa contro "The warrior" Evander
Holyfield.
1997 - Iron Mike diventa Cannibale: stacca parte di un'orecchio a
Holyfield nel rematch.
1999 - Torna a combattere in Nevada con Botha e vince.
2002 - Il match del secolo con Lennox Lewis si risolve con un brutto ko
all'8 ripresa.
2003 - Sale sul ring di Memphis e annienta Clifford Etienne in 49
secondi.
2004 - Và giù alla 4a ripresa con Williams, forse
una sconfitta che pone fine alla sua carriera.
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Tyson/Holifild

La
Sua Scheda:
Nome:
Michael Gerald Tyson
Soprannome:
"Iron" (Acciaio)
Data
di Nascita: 30/06/1966
Luogo
di Nascita: Brooklyn, New York
Altezza:
180 cm
Peso
Forma: 100 Kg circa
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Julio
Cesar
Chavez
Chávez,
Julio César (Ciudad Obregón 1962), pugile
messicano. Professionista dal 1980, dopo una sequenza di 42 vittorie
vinse il titolo dei superpiuma, versione World Boxing Council (WBC).
Dopo aver difeso per nove volte il titolo, nel 1987 passò
alla categoria dei pesi leggeri per conquistare la corona mondiale sia
per la versione WBC sia per World Boxing Association (WBA). Salito alla
categoria dei welter leggeri, nel 1989, battendo Roger Mayweather,
conquistò il titolo WBC, riunificato l’anno
seguente alla versione International Boxing Federation (IBF) con la
vittoria su Meldrick Taylor, alla fine di un drammatico incontro che lo
vide mettere ko l’avversario solo all’ultimo round
a pochi secondi dal gong finale, mentre stava nettamente perdendo ai
punti. Considerato ormai un vero e proprio eroe nazionale,
nel 1993 difese vittoriosamente il titolo WBC contro Greg Hausen
davanti a 130.000 spettatori che affollavano in delirio lo stadio
Azteca di Città di Messico. Nel gennaio 1994 subì
però la sua prima sconfitta per mano di Frankie Randall, che
gli strappò la corona dei welter leggeri; riconquistato il
titolo nel successivo match di rivincita, lo difese per altre cinque
volte fino a quando, nel giugno 1996, venne detronizzato da Oscar de la
Hoya. Pugile coriaceo, implacabile nel corpo a corpo e dotato
di un
tremendo gancio corto, Chávez ha vinto prima del limite
circa l’85% degli incontri disputati.
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